SovranitA
La Sovranità Goliardica
Il Maximus Ordo Torricinorum è un Ordine Sovrano, Maggiore e Tradizionale nella Goliardia italiana. La sovranità del MOT, enunciata all'art. 1 del suo Statuto, si riscontra anche, e proprio, nelle caratteristiche dell'Ordine stesso.
Da un punto di vista civilistico l'Associazione MOT è sottoposta all'ordinamento della Repubblica Italiana.
Dal punto di vista goliardico, il MOT è pienamente sovrano.
Il MOT ha un potere goliardico originario ed esclusivo, esercitato si propri territori, sui goliardi del MOT e (nell'ambito delle tradizioni goliardiche) su quelli che entrano nel suo territorio.
Il MOT esplica la sua sovrana autorità goliardica senza derivarla da alcun altro centro di potere preesistente. Qualunque altro soggetto di diritto goliardico è, nel territorio del Maximus Ordo Torricinorum, ad esso obbligatoriamente subordinato. Va da se che questo assunto è riscontrabile anche nella consuetudine goliardica per la quale il Capo-città ospitante ha l'N+1 e qualunque Capo-città ospite ha l'N bolli.
Anche la deliberazione sui Principi di Goliardia del 1997 ha ribadito il principio della Sovranità assoluta degli Ordini, stabilendo l'assoluta non ingerenza dei Principi, e del loro Gabinetto, nelle questioni interne degli Ordini.
Il MOT è un Ordine Tradizionale della Goliardia italiana, e per storia, e per deliberazione del III Congresso della Goliardia svoltosi a Genova i nel 1961, che riconosceva la determinazione del precedente Congresso di Firenze. In quella sede, con il MOT di Urbino, furono definiti Tradizionali i seguenti Ordini: Il Sacer VenerabilisQue Fictonis Ordo di Bologna; il Ducatus Estensis di Ferrara; il Dogatum Genuense di Genova; il Tribunato degli Studenti di Padova; il Ducato di Parma; L'Ordine del Campano di Pisa; il Supremus Ordo Taurini Cornus atque Pedemontanus di Torino.
Il MOT è poi un Ordine Maggiore, secondo la divisione della Tipologia degli Ordini operata dal IV Congresso della Goliardia svoltosi a Parma nel 1962.
La divisione così sancita, e comunemente accettata, è stata ribadita dai Capi-città nel documento sui Principi di Goliardia approvato a Bologna nel maggio 1997.