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Maximus Ordo Torricinorum |
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Le fonti del diritto goliardico del MOT |
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In Goliardia vige la "consuetudo loci". Al contempo valgono (come non potrebbero?) i principi fondamentali della Goliardia, come la c.d. "Legge del Frolli" o "del Van Giolli", che sono base comune per la vita Goliardica degli Ordini e tra gli Ordini, oltre che dei Goliardi e tra i Goliardi. |
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Talvolta taluni, in buona o malafede, pretendono di far valere la propria legge (magari antica e famosa) su soggetti (Goliardi o Ordini) che in nessun modo sono tenuti a rispettarla. Così potrà capitare di incontrare chi intende far valere norme che nemmeno esistono nel Codice vantato, ma delle quali non è possibile sostenere l'inesistenza per l'altruità dell'ordinamento... |
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Ed allora, a scanso di equivoci, è bene ribadire che a Urbino vigono, in ogni caso, lo Statuto del MOT e i decreti del Duca del MOT |
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E i famosi Codici Goliardici (tanto per capirci: il Codice Morandini, il Codex Iuris Goliardici e gli Statuta Goliardica)?.. A norme di tali Codici si può eventualmente fare riferimento, solo se generalmente rispettate, e fin tanto che non contrastino con l'ordinamento sovrano del MOT, al pari di qualsiasi altra norma ormai entrata nella consuetudine goliardica italiana. li Maximus Ordo Torricinorum è, infatti, un Ordine Sovrano ed ha un ordinamento autonomo ed indipendente. |
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L'ordinamento del MOT è costituito dallo Statuto del MOT e dai decreti ducali che lo integrano, che non possono contraddirlo, al più interpretarlo. Statuto e decreti sono raccolti nel c.d. Registro dei decreti, tenuto personalmente dal Duca imperante. |
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Parte dell'Ordinamento del MOT è costituito anche dalla Consuetudine (assai importante in organizzazioni in forma di Ordine). Con lo Statuto 2001 entrano a far parte dell'Ordinamento anche i provvedimenti del SCC in materia di interpretazione autentica dello Statuto e dell'Ordinamento in generale. |
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Il Maximus Ordo Torricinorum è stato ricostituito il 13 marzo 1990 con atto in scrittura privata. A questo era allegato uno Statuto (anch'esso in scrittura privata) approvato in quella data ed inserito nel registro dei decreti ducali il 19 marzo 1990. Nulla sappiamo di un eventuale Statuto del MOT ante ricostituzione. Probabilmente dovrà essere esistito uno Statuto, ma nessuno è stato in grado di dirci qualche cosa a riguardo. I più antichi Goliardi urbinati ed esteri, come anche alcuni cittadini d'Urbino, che conobbero Giovanni De Angelis, ci hanno fatto intendere che il MOT era De Angelis e lo Statuto era Materasso II. |
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Un Materasso che era una sorta di re Sole (lo Stato sono io) e tale era ritenuto da tutti (dopo di Lui, il diluvio...). A questo proposito, per inciso, ritengo che, mutati i tempi, si dovrebbe tendere a valorizzare l'Ordine, come accade a Bologna, Firenze, Padova... più che il Gran Maestro di turno. E' difficile, però, far cambiare mentalità ad una città ancorata all'esperienza ultraventennale di Materasso II. |
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Tornando allo Statuto, Giorgio Vescarelli , Duca del MOT prima di Giovanni De Angelis, ci ha confermato che non esisteva uno statuto dell' Ordine, Ordine che allora era di fatto un tutt'uno con l'A.G.U. |
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Successivamente alla stesura dello Statuto della rifondazione del 1990, il MOT ha riformato il proprio Statuto il 13 marzo 1991, riportandolo in forma pubblica (Rep. 22413, racc. 4861 notaio Venturini in Urbino). Tale atto è erroneamente intitolato "Atto costitutivo". Erroneamente, giacché l’Ordine (l'Associazione) era già legalmente costituita e operante da un anno, ma questo è, oggi, irrilevante. Il 23 ottobre dello stesso 1991 il MOT modifica nuovamente il suo Statuto (Rep. 23541, racc. 5057 notaio Venturini in Urbino). Le edizioni dell'Itinerarium precedenti a questa del 2001 si rifanno a queste vicende statutarie. Il 22 marzo 2001, presso il Notaio Venturini, si è proceduto all'approvazione delle ultime modifiche statutarie. E' allo Statuto così modificato (Statuto 2001) che fa riferimento la presente edizione dell'Itinerarium. |
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Con la Costituente del 1993 venne tentata una riforma statutaria ma... le modifiche decise rimasero solo come criterio d'interpretazione dello Statuto. Una vera e propria fase costituente si è tenuta con vicende alterne dalla fine del ducato di Materasso VII alla fine del ducato di Materasso VIII. Questa volta il lungo lavoro è sfociato nello Statuto 2001. Uno Statuto che ha dato chiara e definitiva definizione a numerosi problemi creati dai precedenti, prevedendo clausole di sicurezza per la Tradizione e la conservazione del MOT. |
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| La Costituente | ||
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Abbiamo già accennato alla c. d. Costituente. Essa, lungi dal dover costituire qualche cosa, ebbe solo il compito di emendare lo Statuto del 23.10.1991. Lo spunto ed i presupposti della cosa furono quelli dell'abdicazione di Materasso IV. La Costituente, organo extra statutario, fu eletta, dopo due serate di celebri discussioni ai tavolini del Caffè Rinascimento in piazza della Repubblica, allor’quando Materasso IV decise di abdicare. E' bene ricordare che, sebbene fosse ormai certa l'abdicazione di Materasso IV, assolutamente incerto era, a quel momento, il nome del successore. Fu deciso che la Costituente fosse costituita per elezione, escluso il Duca abdicante che entrava a farvi parte di diritto. All' elezione partecipò un numero impressionante di goliardi del MOT (almeno cinquanta). Dall'elezione scaturì la seguente composizione: Nicola Sette (di diritto, come Duca abdicante), Antonio Conti, Alberto Cino, Gabriella Titoto, Giuseppe Zonno, Paolo Nanni, Massimo Monterosso, Fulvio Melissano e Luca Simoncelli. La Costituente, così composta, rispecchiava sostanzialmente ogni schieramento delineatosi in quel frangente. I lavori (che non videro mai la presenza di tutti i membri, alcuni come Titoto non parteciparono mai) si conclusero con risultati per certi versi discutibili , probabilmente viziati dalla situazione esasperata di quel momento. Ad ogni modo, la successiva gestione della "cosa statutaria", con decreti interpretati vi e un po' di buon senso, ha fatto si che la parte statutaria, formalmente ed oggettivamente, abbia avuto un decorso più che decoroso e positivo. In sostanza, tutto il Diritto goliardico Urbinate, Statuto compreso doveva essere interpretato nello spirito della Costituente. Si è detto anche della seconda fase costituente (1998-2001). A diverse riprese, si è provveduto ad un'ampia ridefinizione dello Statuto del MOT. La prima fase nella primavera del 1998 vide l'impegno del Duca Materasso VII, di Antonio Conti e il contributo di Alberto Cino. Una seconda fase nella primavera 2000 vide impegnati nella definizione il Duca Materasso VIII, Antonio Conti, Donatello Schirinzi e in alcune fasi di Sergio Sertori e Cristina Di Donfrancesco (allora Conte del MOT). La terza fase vide definitivamente impegnati il Duca Materasso VIII, Antonio Conti (che si è sempre occupato dell'istruzione e del coordinamento dei lavori) e Donatello Schirinzi. I partecipanti alle ultime fasi della vicenda modificativa dello Statuto hanno più volte convenuto l'interpretazione autentica dello Statuto per le parti non scritte o da interpretarsi. |
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| I decreti e le bolle | ||
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Come abbiamo visto gli atti d'integrazione e d'interpretazione formale dello Statuto, sono emessi in forma di decreto ducale. Al pari vengono usati i decreti anche per le nomine e per statuire momenti fondamentali della vita dell'Ordine (per esempio l'indizione di una Festa della Matricola). A proposito dei decreti di nomina, questi possono essere riprodotti in Bolla, ovverosia un documento in carta pergamenata che in modo "artistico" (per esempio utilizzando scrittura gotica) riproduce il decreto o ne riporta in forma aulica il dispositivo. La bolla può essere semplicemente timbrata e/o può portare il sigillo in ceralacca. Esempi di bolle (o papiri) si possono vedere in vari locali di Urbino: al bar di Porta Santa Lucia vi sono due bolle del Duca Materasso IV, dello stesso Duca ve n'è una nell'ufficio del Comandante della Polizia Municipale e una era al Bar Belpassi; del Duca Bubo Tenebrosus ve n'è una al bar del circolo cittadino detto "La Congiura". Come papiri o bolle rilasciate a persone celebri si possono ricordare quella al Premio Nobel Rita Levi Montalcini laureata honoris causa a Urbino nel 1990, quella al Principe Carlo d'Inghilterra in visita a Urbino (1990) oppure quella emessa per i cinquant'anni di ininterrotto rettorato del prof. Carlo Bo (1997). Rammentiamo che, per quel che riguarda nomine o simili, nel contrasto tra la bolla e il decreto ducale registrato sull'apposito Registro, ciò che fa fede è il decreto ducale registrato nel Registro dei decreti ducali, salva ulteriore prova certa del contrario. |
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| I provvedimenti del SCC | ||
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Come afferma lo Statuto, il Sacro Collegio dei Conservatori è (ex art. 17,2°c. Statuto 2001) l'organo destinato ad esprimere l'interpretazione autentica dello Statuto stesso, oltre a formulare una serie di pareri vincolanti (modifica insegne, apertura ordini vassalli) e non (modifiche statutarie) sulla Tradizione Goliardica Urbinate. Così i provvedimenti in questo campo del SCC, possono dirsi fonti del diritto goliardico del MOT. Non va dimenticato quanto accennato in ordine al ruolo di massimo interprete dell'Ordinamento del MOT che spetta al SCC, interpretazione autentica che diventa fonte di diritto goliardico per il MOT. |
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