Maximus  Ordo  Torricinorum
Sovrano Ordine Goliardico dell'Università di Urbino dal 1946

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   L'Ordine: la sovranità del Maximus Ordo Torricinorum
 
     
 

Si parla sovente di sovranità in Goliardia, ed è un retaggio antico che, più o meno consapevolmente, si rifà alle antiche organizzazioni degli studenti che in diversi casi hanno governato gli Studi universitari (oggi diremmo le Università) e alle Universitas Scholarium (oggi diremmo -impropriamente- il corpo studentesco).

Naturalmente come in tutte le vicende della Goliardia, anche in questo campo il mito e la leggenda si mischiano con la storia. Ecco come.

 
     
 
 
 

A seguire in questa pagina:
La Sovranità goliardica e quella del MOT
I territori del MOT
Tipologia degli Ordini goliardici italiani
L'estero, ovverosia gli Ordini delle altre città

 
       

 
      La sovranità del Maximus Ordo Torricinorum
 
     
     

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 La Sovranità Goliardica  
     
 

Il Maximus Ordo Torricinorum è un Ordine Sovrano, Maggiore e Tradizionale nella Goliardia italiana. La sovranità del MOT, enunciata all'art. 1 del suo Statuto, si riscontra anche, e proprio, nelle caratteristiche dell'Ordine stesso.
Da un punto di vista civilistico l'Associazione MOT è sottoposta all'ordinamento della Repubblica Italiana.

Dal punto di vista goliardico, il MOT è pienamente sovrano. Il MOT ha un potere goliardico originario ed esclusivo, esercitato si propri territori, sui goliardi del MOT e (nell'ambito delle tradizioni goliardiche) su quelli che entrano nel suo territorio.

Il MOT esplica la sua sovrana autorità goliardica senza derivarla da alcun altro centro di potere preesistente. Qualunque altro soggetto di diritto goliardico è, nel territorio del Maximus Ordo Torricinorum, ad esso obbligatoriamente subordinato. Va da se che questo assunto è riscontrabile anche nella consuetudine goliardica per la quale il Capo-città ospitante ha l'N+1 e qualunque Capo-città ospite ha l'N bolli.

Anche la deliberazione sui Principi di Goliardia del 1997 ha ribadito il principio della Sovranità assoluta degli Ordini, stabilendo l'assoluta non ingerenza dei Principi, e del loro Gabinetto, nelle questioni interne degli Ordini.

Il MOT è un Ordine Tradizionale della Goliardia italiana, e per storia, e per deliberazione del III Congresso della Goliardia svoltosi a Genova i nel 1961, che riconosceva la determinazione del precedente Congresso di Firenze. In quella sede, con il MOT di Urbino, furono definiti Tradizionali i seguenti Ordini: Il Sacer VenerabilisQue Fictonis Ordo di Bologna; il Ducatus Estensis di Ferrara; il Dogatum Genuense di Genova; il Tribunato degli Studenti di Padova; il Ducato di Parma; L'Ordine del Campano di Pisa; il Supremus Ordo Taurini Cornus atque Pedemontanus di Torino.
Il MOT è poi un Ordine Maggiore, secondo la divisione della Tipologia degli Ordini operata dal IV Congresso della Goliardia svoltosi a Parma nel 1962.
La divisione così sancita, e comunemente accettata, è stata ribadita dai Capi-città nel documento sui Principi di Goliardia approvato a Bologna nel maggio 1997.

 
     
 
 
     

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 La Sovranità, l'Università e il Ducato di Urbino  
     
 

L'Ateneo urbinate nasce nel bel mezzo della vita del Ducato di Urbino. Prima come Collegio dei Dottori (con facoltà di laureare), poi come Studio Pubblico, quindi come Università. L'istituto è sempre stato intimamente legato al suo territorio. Come si è detto, il MOT è l'Ordine Goliardico Sovrano nell'Università di Urbino.

Il MOT, al pari di altri Ordini Maggiori (come per esempio il Tribunato di Padova che estende la propria sovranità su un ampio territorio interregionale), esercita la propria Sovrana Autorità Goliardica sul territorio che fu del Ducato di Urbino ed in seguito della Legazione di Urbino nello Stato Pontificio.
Questa Sovranità goliardico-territoriale (tipica, del resto, di quasi tutta la Goliardia italiana) ha un fondamento storico legislativo assai interessante.

Vari provvedimenti legislativi hanno, nel corso dei secoli, legato l'Università di Urbino al 'suo' territorio:
Con un Decreto del 1565, il duca Guidobaldo II Della Rovere obbligava i suoi sudditi a laurearsi presso il Collegio urbinate.
Tale obbligo fu ribadito dal successore Francesco Maria II Della Rovere nel 1626 e, in seguito, da diversi Legati pontifici.
Per via di questi provvedimenti protezionistici, tutti coloro i quali volessero compiere studi Universitari (essendo sudditi del duca di Urbino o abitanti della Legazione) dovevano trovarsi sottoposti alla giurisdizione universitaria dell'Università di Urbino.

Con l'Unità d'Italia, caduta una visione antica dell'Istituto universitario, questo vincolo cessa. Se cessa il vincolo personale, ne sorge un altro di natura fiscale: l'Università di Urbino diventa Libera Università Provinciale e spetta alla Provincia di Pesaro e Urbino il mantenimento dell'Università urbinate.

 
     
 
 
     

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 Università e Goliardia  
     
 

La Goliardia originaria nasce e vive nell'Università, sia che la si voglia vedere dal lato dei clerici vagantes, sia che la si voglia guardare dal lato delle Nationes (fenomeni ben diversi tra loro).
Le insegne ed i paludamenti, che a tutt'oggi indossiamo, altro non sono che il simbolo dell'appartenenza all'Università: idealmente alle mitiche Universitas Scholarium e materialmente alla nostra Università degli Studi.

E l'Ordine!?!? Dirà qualcuno... Certo, l'Ordine, ma l'Ordine (con maggiore o minore forza, con maggiore o minore consapevolezza) è legato alla propria Università ed i vestimenta sono derivazione, anche solo ideale, di quelli delle corporazioni universitarie. La Goliardia è madre e figlia delle Università ed a questa istituzione è giusto e necessario guardare con rispetto ma anche con la durezza della critica, se necessario. A questa istituzione è giusto e necessario che la Goliardia resti legata se non vuole divenire un fenomeno privo di significato.

Un 'Comune scientifico'. Così Bovio e De Dominicis intendevano l'Università nel grande dibattito di fine Ottocento. Comune nel senso 'medievale' del termine: composto di eguali (docenti e discenti), con pari diritti ed eguale stima, tutti chiamati (pur nella diversità del ruolo) al governo del Comune stesso, ad eleggerne i reggitori.

E' questo, a giudizio di chi scrive, lo spirito che dovrebbe animare la Goliardia più di qualunque altro raggruppamento universitario; ed è questo lo spirito che dovrebbe animare anche il singolo Goliarda, a qualunque altro gruppo studentesco appartenga oltre la Goliardia.

In quest'ottica l'Università e le autorità accademiche non sono "altro" rispetto alla Goliardia, ma parte della stessa famiglia universitaria.
Così il rettore (capo dell'Università) è in un certo senso un'autorità Goliardica. La sua autorità non è contrastante o sovraordinata a quella del Duca, ma è piuttosto complementare ad essa, agendo su di un piano parallelo, in quello spazio comune che è l'Università.
Pur in una Università che cambia il proprio ruolo in certificatrice di competenze sempre più specifiche e settoriali (da acquisirsi in tempi sempre più brevi), di questo rapporto tra Goliardia e Università occorre che i Goliardi siano costantemente custodi e consapevoli interpreti.

 
     



     
      I territori del Maximus Ordo Torricinorum
 
     
     

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 L'antico Ducato di Urbino  
     
 

I territori a vario titolo soggetti alla signoria della famiglia comitale dei Montefeltro, divengono definitivamente 'Ducato' dopo la nomina a duca dell'allora conte Federico da Montefeltro, il 23 agosto 1474, per opera di papa Sisto IV (Francesco Della Rovere).
In effetti, già il predecessore di Federico, Oddantonio da Montefeltro, fu creato duca di Urbino da papa Eugenio IV, ma il suo feroce omicidio e la disinvolta successione del suo fratellastro illegittimo Federico, precluse la possibilità della successione nel titolo ducale.
Così, solo nel 1474, l'ampio territorio dei Montefeltro, allodiale o feudale che fosse, potè definirsi stabilmente come Ducato.

L'infertilità del matrimonio di Guidobaldo da Montefeltro (figlio di Federico) portò all'estinzione dei Montefeltro ed alla successione nel ducato di un nipote: Francesco Maria Della Rovere, adottato da Guidobaldo nel 1504.
Alla morte dello zio materno Guidobaldo da Montefeltro, Francesco Maria Della Rovere assume il titolo di duca di Urbino. Saranno suoi successori: Guidobaldo II e Francesco Maria II, alla cui morte il Ducato tornerà alla immediata soggezione della Sede Apostolica (1631).

Comunque sia, i territori che fecero parte del Ducato, vennero acquisiti, a vario titolo, nel corso di quattro secoli: il nucleo originario è quello di alcuni castelli sparsi nel territorio del Montefeltro (a nord dell'alta valle del Foglia), territorio conteso a scacchiera con altre famiglie come i Carpegna, i Malatesti, gli Olivi ecc. Un'abile politica (densa di momenti di gloria e di tragica disfatta) portò all'espansione dell'originario e frammentato dominio fino a creare un ampio Stato unitario. La stessa acquisizione di Urbino, concessa ai Montefeltro dall'imperatore Federico II di Svevia nel 1226, fu lunga e non priva di lutti, per la contrarietà degli urbinati a sottomettersi a signori feudali quali erano i  Montefeltro. La dura contesa si concluse solo nel 1234 con la vittoria del Montefeltro.

Da Urbino a Cagli (definitivamente solo nel 1376), da Cagli a Gubbio (1384) e quindi a Cantiano (1393) e Frontone (1420), mentre le attenzioni andavano alla Massa Trabaria (Castel Durante e Lunano nel 1424). Nel 1437, grazie al matrimonio di Federico da Montefeltro con Gentile Brancaleoni, si aggiunsero Mercatello e Sant'Angelo in Vado. Nel 1440 toccò a Frontino e tre anni dopo venne la volta di Fossombrone acquistata per 13.000 ducati.

La lunga e logorante lotta di Federico da Montefeltro con Sigismondo Pandolfo Malatesti Signore di Rimini e Fano, determinava il continuo spostarsi dei confini tra i territori delle due famiglie (tra Marche e Romagna), fino alla definitiva sconfitta del Malatesti nel 1464. A seguito di ciò, vennero consolidate le posizioni nell'entroterra riminese ed in altre zone sparse della regione come Pergola e Sassocorvaro con i relativi contadi.

Con l'avvento dei Della Rovere (1508) si aggiungono al Ducato di Urbino: Senigallia col suo contado ed il Vicariato di Mondavio. Quindi fu la volta di Pesaro col suo contado, nel 1513, ceduta da papa Giulio II (Della Rovere) al nipote Francesco Maria I dopo l'estinzione degli Sforza.

Il Ducato così configurato, rimase tale fino al 1631 quando, morto l'ultimo Duca Francesco Maria II, tornò per intero alla Chiesa sotto la minaccia di Papa Barberini. I duchi di Urbino, infetti erano Vicari in temporalibus della Santa Sede. Accadde così a Urbino quanto era accaduto prima a Camerino ed a Ferrara.

Sotto il diretto dominio del papa i territori dell'antico Ducato rimasero uniti, come Legazione o come Delegazione, fino all'8 settembre 1860.
Anche durante le parentesi napoleoniche, salvo piccole eccezioni, il territorio dell'antico Ducato costituirono sempre un corpo amministrativo unitario.

Passati al Regno d'Italia, nel 1862 vennero staccati dalla nuova Provincia di Pesaro e Urbino i corpi di Gubbio e Senigallia, mentre fu aggiunta Fano e il suo contado che, dal 1463 (escluse brevi parentesi) aveva goduto della cosiddetta Libertas Ecclesia.

Nel corso dell'ultimo secolo di vita del Ducato i momenti più critici furono l'occupazione del Valentino (1502) e la devoluzione a Lorenzo de'Medici (1516-1519), ma si trattò in entrambe i casi di momenti transitori.

Così come il MOT esercita la propria sovranità goliardica in virtù dei decreti ducali e dei provvedimenti dei Legati pontifici emessi nei secoli scorsi, così li esercita anche sui territori acquisiti alla Provincia di Pesaro e Urbino in virtù dello status di Università Provinciale posseduto tra la metà del XIX secolo e l'inizio del XX.


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      Tipologia degli Ordini goliardici italiani
 
     
     

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 Maggiori, Minori, Vassalli  
     
 

Essendo la Goliardia un fenomeno universitario ed essendo gli Ordini odierni l'evoluzione storica (reale o presunta) delle antiche corporazioni studentesche che reggevano gli Studi universitari (Universitas, Nationes ecc.), è logico vengano considerati di maggior importanza (almeno formale) gli Ordini goliardici sovrani nelle città sedi di Università. Sono questi gli Ordini Maggiori.
Gli altri Ordini che sono posti sotto la sovranità di questi Ordini maggiori sono detti Vassalli. Sono gli Ordini che operano nella competenza territoriale / universitaria degli Ordini maggiori.
Gli Ordini goliardici che sfuggono alla sudditanza territoriale / universitaria, avendo giurisdizione in città prive di sedi Universitarie si dicono Minori.

Dunque i termini Maggiore, Minore, Vassallo, non hanno nessuna valenza di merito. Vi saranno Ordini Vassalli di tradizione e storia eccezionali e di forza contingente assai importante, a fronte di Ordini Maggiori di recentissima costituzione o di scarsissima consistenza. Lo stesso, a maggior ragione, vale per gli Ordini Minori.

Resta la valenza universitaria del fenomeno goliardico, e quindi l'importanza preminente degli Ordini Maggiori.

 
     
 

Ordine Maggiore

E' quello che ha sede in una città sede di Università (sede del Rettorato), avendo sulla città la propria sovranità.

   

Ordine Minore

E' quello che ha sede in città che non è sede universitaria (sede del Rettorato).

   

Ordine Vassallo

E' quello che convive con l'Ordine Maggiore nella città sede di Università (sede del Rettorato o di una succursale). E' sottoposto (vassallo) dell'Ordine Sovrano sulla città universitaria.

 
     



     

   

    L'estero, ovverosia gli Ordini delle altre città
 
     
     

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 L'estero e le piazze goliardiche  
     
 

Si dicono 'piazze goliardiche' le città con Ordini Goliardici attivi. dalla metà degli anni '80 fino ad oggi, dopo il tracollo degli anni '70, sono risorti o riemersi dalle cantine ove si erano rifugiati, numerosi Ordini in varie parti d'Italia. Oggi la Goliardia è presente, più o meno florida, in quasi tutte le Università del Centro-Nord d'Italia ed in alcune del Sud.
Quando si parla di Ordini appartenenti ad una città diversa dalla propria, si parla di 'estero'.
E' interessante notare come i rapporti tra Ordini di diverse città assumano spesso la forma di veri e propri rapporti diplomatici. Non per nulla, quasi tutti gli Ordini hanno un nobile incaricato dei rapporti con gli altri Ordini, genericamente chiamato 'ministro agli esteri'. Del resto ogni Ordine è una sorta di Stato a sé, con un vero e proprio Governo più o meno ampio.


Gli Ordini Maggiori attualmente attivi sono:

 

Bologna

Sacer VenerabilisQue Fictonis Ordo

 

Camerino

Gran Ducato di amerino

 

Ferrara

Ducatus Estensis

 

Firenze

Sovrano Commendevolissimo Ordine Goliardico di San Salvi

 

Genova

Dogatum Genuense - S.O.G.L.

 

Macerata

Maximus Pontificatus Maceratensis

 

Modena

Ducatus Mutiniensis Ordo Sovranus

 

Padova

Tribunato degli Studenti

 

Parma

Ducatus Parmae Placentiae, Guastallae, Lunigianae et Terrae Limitrophae

 

Pavia

Sacrum Regnum Longobardorum

 

Perugia

Griphonatus Goliardiae Perusinae

 

Pisa

Sovranus Ac Venerabilis Ordo Torrionis

 

Sassari

Sovranus Ordo Gaudentis Favae

 

Siena

Gran Balia della Goliardia Senese

 

Torino

Supremus Ordo Taurini Cornus Atque Pedemontanus

 

Trieste

Goliardicus Ordo Solis Orientis

 

Urbino

Maximus Ordo Torricinorum

Sono inoltre considerati Sovrani e Maggiori, pur non avendo un proprio territorio al pari degli altri: il Sovrano Ordine Goliardico dei Clerici Vagantes e il Kaliffato d'Al-Baroh.

Alcuni Ordini Maggiori hanno, a tutt'oggi, più di un Ordine Vassallo (Bologna, Ferrara, Firenze, Padova, Parma, Pavia, Pisa, Torino)

Molto interessante anche la Goliardia di alcune città senza Università come Ivrea dove convivono, in un contrasto più o meno forte, il Supremus Ordo Aurei Scorpionis e l'Auc.

Particolare è la Goliardia di alcuni paesi della Puglia.

La Goliardia di queste ultime due realtà ha sempre mantenuto un suo ruolo (anche nei difficili anni '70) come centri di aggregazione degli studenti universitari che, recatisi a studiare fuori sede, rientravano per le feste o le vacanze.

La Goliardia non è un fenomeno solo italiano, anzi! In altri Paesi il fenomeno è di dimensioni ben più ampie.
In Belgio, in Spagna, in Portogallo, in Austria, in Germania, nei paesi scandinavi ed in alcune realtà francesi, vi sono importantissime associazioni studentesche di tipo tradizionale più o meno istituzionalizzate.
Il Fenomeno delle Tune, tipico della penisola iberica, è largamente esteso a tutta l'America centro-meridionale.
Fenomeni simili alla Goliardia sono le confraternite studentesche dei paesi anglosassoni.

La rete internet, permette di navigare per tutto il mondo alla caccia di realtà 'goliardiche'.