Maximus  Ordo  Torricinorum
Sovrano Ordine Goliardico dell'Università di Urbino dal 1946

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  >  Paludamenti e insegne dei Goliardi: la feluca
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>   La feluca  
 

Un po' di attenzione va dedicata alla storia del più celebre simbolo della Goliardia italiana: la feluca. La feluca fa la sua comparsa a Padova nel 1892 in occasione delle Celebrazioni galileiane.

D'altro canto l'Università di Bologna nel 1888, in occasione del VIII centenario dell' Ateneo, aveva adottato un berretto a "zuccotto" per i propri studenti. Tale berretto, chiamato "orsina", fu tratto da una miniatura del XV secolo che rappresenta studenti tedeschi nell'atto di giurare sugli Statuti della Nazione Germanica di Bologna.

Sarà la scelta padovana a risultare vincente, ed il berretto di foggia trecentesca è a tutt'oggi comunemente adottato dagli Ordini Goliardici italiani.

I Goliardi di Pisa e Siena tagliano la punta della propria feluca in ricordo del sacrificio del Battaglione Universitario che a Curtatone e a Montanara costrinse gli austriaci alla battaglia. Il battaglione universitario (5.000 uomini) venne sbaragliato ma la resistenza agli austriaci, permise ai piemontesi di Carlo Alberto di vincere la battaglia di Goito.

La leggenda vuole che in quel occasione venissero tagliate le punte dei berretti per meglio prendere la mira. Si tratta, evidentemente, solo di una leggenda, la feluca compare solo nel 1892 e non c'era nel 1848. Ciò non toglie che sia una bella tradizione, forse originata da un segno di lutto.

In altri Paesi, come noto, vi sono altri e diversi berretti universitari, usati con più frequenza perché, diversamente dall'Italia, ancora adottati ufficialmente dalle Università o dalle frequentatissime associazioni studentesche.

 
 
 
 
 
>   Riconoscere le Facoltà sulla base dei colori delle feluche a Urbino  
     
 
-Giurisprudenza

 

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-Lettere e Filosofia
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-Scienze Ambientali
-Scienze MM. FF. e NN.

 

-Scienze Politiche
-Accademia di Belle Arti
-I.S.I.A.
   
 
 
 
  note  
     
 

* L'ISEF aveva, anche a Urbino, la feluca Bianco-Rossa. Ma dalla rifondazione dell'Ordine (nel 1990) è stato adottato il colore Avio che assomigliava a quello della tuta in dotazione all'ISEF allora, quando tutti gli studenti ISEF giravano per Urbino in tuta ginnica 24 ore su 24... Ora il Duca Materasso VII ha deciso di reintrodurre la feluca bicolore.

** I Goliardi della Scuola di Giornalismo di Urbino portavano una feluca simile a quella bicolore dell'ISEF, ma i colori erano Bianco-Blu.

I colori delle feluche corrispondono, di solito, ai colori che ciascuna Università ha adottato per le proprie Facoltà. A Urbino si è sempre prestata attenzione alla cosa, non solo recentemente con l'istituzione delle nuove facoltà, ma anche in passato. L'amministrazione dell'Università di Urbino conserva ancora, tra gli incartamenti d'ufficio relativi ai colori delle Facoltà, un appunto di Materasso II (!)

Come si vede, si parla di Facoltà e non di Corso di laurea. La distinzione non è di poco conto. Infatti, Corsi di laurea che in talune Università sono costituiti in Facoltà, in altre sono istituiti presso diverse Facoltà; e ancora, perché (come a Urbino per Scienze Politiche), quelli che erano semplici Corsi di laurea possono divenire Facoltà. E' ovvio che in casi come quest'ultimo, i Goliardi entrati precedentemente porteranno il  colore della Facoltà d'origine, quelli entrati successivamente porteranno il colore assegnato alla nuova Facoltà.

E' bene notare come vi siano differenze nei colori delle Facoltà tra le diverse Università italiane.

 
     
 
 
     
>   Addobbo della feluca  
     
 

Chi osservi la feluca di un Goliarda non potrà non notare una quantità più o meno elevata di oggetti di vario genere. Noi li chiameremo ammennicoli. Tali oggetti possono essere doni di

persone care, meglio se di sesso opposto, simboli di altri Ordini donati o scambiati, ricordi di imprese goliardiche o emblemi del proprio Ordine. Talune feluche hanno l'aspetto di un bazar, altre sono più spoglie. Questa differenza può derivare dal personale gusto del proprietario della feluca, ma anche da alcune regole generali che sovrintendono all'addobbamento del Goliardo.

 

matricola

Nessun oggetto, è permesso il cordone

Fagiolo

on più di sette oggetti, nessun pendente, è ammesso il cordone.

Anziano

Nessuna restrizione, salvo i privilegi di coloro che hanno più bolli.

Laureando

Frangia sul lato destro.

Fuoricorso

Coda di volpe

 

E' ovvio che le regole vincolano il Goliarda a non addobbare oltre quanto gli è permesso, nulla impedisce di fare l'inverso, anzi!

Tradizionalmente i Goliardi del MOT mantengono il giglio sulla feluca: un cordoncino dorato, vagamente in forma di giglio, posto sul fronte della feluca. Viene tolto, invece, l'eventuale bordino dorato. Viene tolto anche lo "scalpo", ovverosia il parasudore interno con la cerimonia della "sverginatio Felucae". A Urbino, il diritto allo scalpo del neo Goliarda è tradizionalmente prerogativa del Duca. Il Duca Bubo Tenebrosus ha introdotto la regola secondo la quale il Duca dona lo scalpo a colui che ha presentato all'Ordine il neo adepto. Si tratta di un gesto di apprezzamento nei confronti di chi si adopera per far proseliti e garantire, così, un futuro alI 'Ordine.

Sotto il ducato del Duca Bubo Tenebrosus, si è stabilita la regola secondo la quale la matricola porta il cordone del colore della feluca del Duca che l'ha assolta.

Il Goliarda resta libero, una volta divenuto Fagiolo, di aggiungere al colore di cui sopra altri colori (per esempio della propria Facoltà o della propria città).

Il cordone della feluca viene di solito fermato da un fermaglio scorrevole. Tale fermaglio può essere costituito da un tappo di sughero rappresentante un esame andato male. Si ritiene che il tappo debba chiudere un buco, ed il buco sarebbe il voto negativo sul libretto. Qualcuno potrebbe chiedere una verifica, quindi attenzione!

 
     
 
 
     
>   Sverginatio della feluca  
     
 

Nel gioco rituale che è la Goliardia c'è, naturalmente, un rito anche per questo. Da qualche tempo si tiene nell' esedra sotto i Torricini. Il Duca sul "gradino", tutti gli altri sul selciato... la matricola, giustamente, in ginocchio per la maggior parte del rito. La cerimonia è pubblica, quindi è piuttosto inutile spiegarne lo svolgimento, che si concretizza in una sorta di battesimo (con vino) del berretto e della matricola stessa, e con l'asportazione del parasudore (scalpo) dalla feluca.

Al termine del rito, che si conclude con un fraterno abbraccio tra l'accolito e tutti i presenti, viene (di solito) affibbiato un nome goliardico al neofita.