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L'araldica è cosa decisamente pertinente al mondo delle
università per diversi ordini di motivi. Il primo è un motivo d'ordine
squisitamente temporale e culturale, infatti sia le università che
l'araldica nascono nel medioevo europeo come originali conclusioni di
processi evolutivi, l'uno dell'istruzione superiore, l'altro
dell'emblematica militare legata alla cavalleria. Il secondo motivo è che
l'araldica è stata ampiamente usata dalle Universitas e dagli
Studia, dal Medioevo fino ad oggi, perché l'araldica è sempre stata
strumento ampiamente usato da associazioni, corporazioni ed istituzioni, e
non solo fatto meramente familiare legato alla nobiltà. Il terzo motivo
riguarda l'ambito della persona, e si riconnette al concetto di nobiltà ed
alla presenza della nobiltà tra le fila dei professori e degli studenti,
specialmente nei secoli successivi a quelli dei primordi della nascita delle
Università. Quando a partire dal XV secolo le università cominciano ad
assumere alcuni dei valori - spesso semplicemente formali - della nobiltà,
l'araldica diviene elemento sempre più valorizzato in ambito universitario.
Si pensi agli innumerevoli locali di rappresentanza decorati con gli stemmi
degli studenti e dei docenti in moltissime università d'Europa (in Italia
gli esempi più importanti si trovano a Bologna e a Padova). Una traccia
di questo costume si ritrova anche nella storia dell'Università di Urbino.
Infatti dopo che il 18 ottobre 1651 l'organo di governo dello Studio
urbinate deliberò la possibilità per gli studenti forestieri di eleggere un
loro capo, gli studenti chiesero ed ottennero in via di principio "che
debba detto capo da eleggersi alzar l'arma di sua casa e collocarla nelle
scuole".
Sulla base di queste premesse storiche, e
considerato che la Goliardia ritrova le sue origini (quantomeno ideali)
anche nelle antiche corporazioni degli studenti (Universitas scholarium
o Nationes), e considerato che caratteristica della Goliardia è
quella di riprendere in chiave ironica l'esibizione tronfia del potere, ecco
che il MOT si è dotato di un proprio sistema araldico.
Sul finire degli anni Sessanta, il duca di
Urbino Giovanni De Angelis, come membro dell'allora Consiglio Superiore
della Goliardia Italiana, venne incaricato dell'Araldica, col compito
specifico di raccogliere gli statuti e gli stemmi degli ordini goliardici
italiani. |
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L'uso di stemmi da parte dei Goliardi del MOT ricostituito nel 1990 fu
spontaneo e pressoché immediato, in particolare da parte di Antonio Conti e
di Nicola Sette.
Il
Duca Bubo Tenebrosus - V° dei Materassi decretò alcune norme in materia
araldica che, lasciando libera la scelta di quale arma adottare da parte di
ciascun goliarda del MOT, regolano la composizione dell'arma. Diversi
elementi permettono di individuare titoli e posizione dell'ambito
dell'Ordine. |
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Arma realizzata per il
Rettore Carlo Bo
Il Rettore Bo fu creato vassallo del MOT
e poi insignito del titolo unico e straordinario di Duca di Urbino
h.c. Particolarità dell'arma sono lo scudetto d'ermellino al tocco
rettorale rosso; l'elmo in maestà con piume dei colori delle Facoltà.
Da notare l'insegna di Duca di Urbino h.c. che circonda lo scudo. |
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Arma di Bubo Laboriosus
Quest'arma racchiude nella sua
composizione le caratteristiche dei Cavalieri dell'Aquila Feltresca e
dei Cavalieri della Giarrettiera (scudetto centrale, piuma bianca,
giarrettiera all'uso inglese e tenenti. |
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Arma di Tortellus
Montefeltranus
Questo celebre goliarda del MOT è
Cavaliere dell'Aquila Feltresca (CAF) e pertanto si notano lo scudetto
centrale, la piuma bianca e i tenenti. da notare in particolare una
particolarità che si poteva notare anche nelle armi di Joannes
Franciscus IV Bononiensis e di Kesserlingus Teutonicus I° Bononiensis. |
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Arma di Cactus Eclecticus
Quest'arma è composta dai medesimi
elementi di quella precedente, pur variando il contenuto di alcuni
degli elementi, tra questi il colore della feluca, per via della
diversa Facoltà frequentata. |
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Arma di Conte Vlad
Questo possente Goliarda del MOT è
Cavaliere della Giarrettiera, si notino il secondo e terzo quarto
caratteristico del Goliardi del MOT, la giarrettiera all'uso inglese
che circonda lo scudo e la piuma bianca che caratterizzano i Cavalieri
della Giarrettiera. |
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Arma di Joannes
Franciscus IV Bononiensis
Questo celeberrimo Goliarda bolognese è
insignito del MOT come Primo Vassallo, Signore e Signorotto di due
località e persino dell'unica e irripetibile concessione del titolo di
Cavaliere dell'aquila Feltresca (CAF) honoris Causa. Si noti il 2°
quarto da insignito estero, lo scudetto centrale e la piuma di struzzo
bianca e i tenenti da CAF. Eccezionalmente nella rappresentazione
preparata dal MOT compare un'insegna cavalleresca estera. |
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Arma di Kesserlingus Teutonicus I° Bononiensis
Questo celebre Goliarda bolognese è
insignito del MOT senza le prerogative straordinarie viste in
precedenza. Si noti il "° quarto con la partizione degli insigniti
esteri. Come nel caso di Joannes Franciscus IV Bononiensis si notano
nel terzo e quarto quarto partizioni di altri ordini di appartenenza
del titolare dell'arma. |
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Arma di Leocapra
Questa Goliarda del MOT nominata tale
come honoris causa, appartiene all'Ordine ma per la posizione di h.c.
ha la partizione tipica degli insigniti (2° e 3°) quarto. |
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Arma di Franko Borovoh
Per questo Goliarda Bolognese, vale
quanto espresso per Kesserlingus Teutonicus I° Bononiensis. |
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