Maximus  Ordo  Torricinorum
Sovrano Ordine Goliardico dell'Università di Urbino dal 1946

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  >  L'araldica nel Maximus Ordo Torricinorum
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   L'araldica e la Goliardia  
     
 

L'araldica è cosa decisamente pertinente al mondo delle università per diversi ordini di motivi.
Il primo è un motivo d'ordine squisitamente temporale e culturale, infatti sia le università che l'araldica nascono nel medioevo europeo come originali conclusioni di processi evolutivi, l'uno dell'istruzione superiore, l'altro dell'emblematica militare legata alla cavalleria.
Il secondo motivo è che l'araldica è stata ampiamente usata dalle Universitas e dagli Studia, dal Medioevo fino ad oggi, perché l'araldica è sempre stata strumento ampiamente usato da associazioni, corporazioni ed istituzioni, e non solo fatto meramente familiare legato alla nobiltà.
Il terzo motivo riguarda l'ambito della persona, e si riconnette al concetto di nobiltà ed alla presenza della nobiltà tra le fila dei professori e degli studenti, specialmente nei secoli successivi a quelli dei primordi della nascita delle Università. Quando a partire dal XV secolo le università cominciano ad assumere alcuni dei valori - spesso semplicemente formali - della nobiltà, l'araldica diviene elemento sempre più valorizzato in ambito universitario. Si pensi agli innumerevoli locali di rappresentanza decorati con gli stemmi degli studenti e dei docenti in moltissime università d'Europa (in Italia gli esempi più importanti si trovano a Bologna e a Padova).
Una traccia di questo costume si ritrova anche nella storia dell'Università di Urbino.
Infatti dopo che il 18 ottobre 1651 l'organo di governo dello Studio urbinate deliberò la possibilità per gli studenti forestieri di eleggere un loro capo, gli studenti chiesero ed ottennero in via di principio "che debba detto capo da eleggersi alzar l'arma di sua casa e collocarla nelle scuole".

Sulla base di queste premesse storiche, e considerato che la Goliardia ritrova le sue origini (quantomeno ideali) anche nelle antiche corporazioni degli studenti (Universitas scholarium o Nationes), e considerato che caratteristica della Goliardia è quella di riprendere in chiave ironica l'esibizione tronfia del potere, ecco che il MOT si è dotato di un proprio sistema araldico.

Sul finire degli anni Sessanta, il duca di Urbino Giovanni De Angelis, come membro dell'allora Consiglio Superiore della Goliardia Italiana, venne incaricato dell'Araldica, col compito specifico di raccogliere gli statuti e gli stemmi degli ordini goliardici italiani.

 
     
 
 
     

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   L'araldica nel MOT  
     
 

L'uso di stemmi da parte dei Goliardi del MOT ricostituito nel 1990 fu spontaneo e pressoché immediato, in particolare da parte di Antonio Conti e di Nicola Sette.

Il Duca Bubo Tenebrosus - V° dei Materassi decretò alcune norme in materia araldica che, lasciando libera la scelta di quale arma adottare da parte di ciascun goliarda del MOT, regolano la composizione dell'arma. Diversi elementi permettono di individuare titoli e posizione dell'ambito dell'Ordine.

 
     
 
 
     

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   Esempi di araldica nel MOT  
     
 

Arma realizzata per il Rettore Carlo Bo
Il Rettore Bo fu creato vassallo del MOT e poi insignito del titolo unico e straordinario di Duca di Urbino h.c. Particolarità dell'arma sono lo scudetto d'ermellino al tocco rettorale rosso; l'elmo in maestà con piume dei colori delle Facoltà. Da notare l'insegna di Duca di Urbino h.c. che circonda lo scudo.

 

 

Arma di Bubo Laboriosus
Quest'arma racchiude nella sua composizione le caratteristiche dei Cavalieri dell'Aquila Feltresca e dei Cavalieri della Giarrettiera (scudetto centrale, piuma bianca, giarrettiera all'uso inglese e tenenti.

 

 

Arma di Tortellus Montefeltranus
Questo celebre goliarda del MOT è Cavaliere dell'Aquila Feltresca (CAF) e pertanto si notano lo scudetto centrale, la piuma bianca e i tenenti. da notare in particolare una particolarità che si poteva notare anche nelle armi di Joannes Franciscus IV Bononiensis e di Kesserlingus Teutonicus I° Bononiensis.

 

 

Arma di Cactus Eclecticus
Quest'arma è composta dai medesimi elementi di quella precedente, pur variando il contenuto di alcuni degli elementi, tra questi il colore della feluca, per via della diversa Facoltà frequentata.

 

 

Arma di Conte Vlad
Questo possente Goliarda del MOT è Cavaliere della Giarrettiera, si notino il secondo e terzo quarto caratteristico del Goliardi del MOT, la giarrettiera all'uso inglese che circonda lo scudo e la piuma bianca che caratterizzano i Cavalieri della Giarrettiera.

 

 

Arma di Joannes Franciscus IV Bononiensis
Questo celeberrimo Goliarda bolognese è insignito del MOT come Primo Vassallo, Signore e Signorotto di due località e persino dell'unica e irripetibile concessione del titolo di Cavaliere dell'aquila Feltresca (CAF) honoris Causa. Si noti il 2° quarto da insignito estero, lo scudetto centrale e la piuma di struzzo bianca e i tenenti da CAF. Eccezionalmente nella rappresentazione preparata dal MOT compare un'insegna cavalleresca estera.

 

 

Arma di Kesserlingus Teutonicus I° Bononiensis
Questo celebre Goliarda bolognese è insignito del MOT senza le prerogative straordinarie viste in precedenza. Si noti il "° quarto con la partizione degli insigniti esteri. Come nel caso di Joannes Franciscus IV Bononiensis si notano nel terzo e quarto quarto partizioni di altri ordini di appartenenza del titolare dell'arma.

 

 

Arma di Leocapra
Questa Goliarda del MOT nominata tale come honoris causa, appartiene all'Ordine ma per la posizione di h.c. ha la partizione tipica degli insigniti (2° e 3°) quarto.

   

Arma di Franko Borovoh
Per questo Goliarda Bolognese, vale quanto espresso per Kesserlingus Teutonicus I° Bononiensis.